Il Natale porta con sé alcuni inconfondibili profumi, come l'odore di aria fredda e mandarini, l'aroma di zucchero e la fragranza dei dolci fatti in casa. Intorno a questi profumi si sviluppa la fiaba "I pani d'oro della vecchina", in cui una vecchina senza età, con i suoi impasti e le sue lievitazioni, ci fa entrare nel grande mistero della vita e del dono. Questa vecchina, indaffarata e determinata a non farsi distrarre da nessuno, mi ricorda i natali dell'infanzia, e mia nonna Marta. In mezzo al gran daffare delle feste c'era un momento di sospensione, il nostro rito della Vigilia: mentre con la mia famiglia attraversavamo l'Appennino, lei infornava i biscotti per noi nipoti. Erano biscotti rotondi, con profumi di vaniglia e di burro. Il profumo usciva dalla finestra del cucinotto e si spandeva in giardino, oltre il cancello, arrivava in strada e ci accompagnava per le scale, fino alla piccola tavola, apparecchiata solo per noi: ogni anno arrivava la raccomandazione dei grandi di mangiarne "solo due", per non rovinarsi il pranzo, e ogni anno arrivava l'occhiolino della nonna, che ci autorizzava a disobbedire per poter portare a compimento il nostro rito. La nonna sapeva essere persuasiva, come la vecchina di questa fiaba che, con la gentilezza mescolata a miele, uvette, mandorle, riesce a rimandare indietro la Morte per quattro volte, finché i pani d'oro non sono pronti. Leggendo questo albo torno ai miei sette anni, in quella cucina che oggi non c'è più, al nostro rito della Vigilia e alla nonna. La fiaba si chiude con un finale perfetto, che vi invito a scoprire tra un mandarino, un torroncino e, se necessario, un pezzetto di carbone.`
In questo libro si parla di: Morte, Vecchiaia, Fiabe, Relazioni, Aiuto reciproco, Amicizia, Determinazione, Impegno, Intraprendenza, Natura, Pazienza, Emozioni.
Da leggere se Amiamo le fiabe e il loro modo di aprire la porta a riflessioni profonde e trasformative; se per noi parlare della morte è difficile ma vogliamo iniziare a entrare nell'argomento in buona compagnia.